Home » Migliorare la customer experience in 4 mosse

Migliorare la customer experience in 4 mosse

Al giorno d’oggi, dove il digitale ha preso il sopravvento, far sentire la propria voce è fondamentale. Ecco perché è importante sapere come poter migliorare la customer experience all’interno della propria azienda.

La prima cosa da fare, per poter analizzare tutto questo è sapere quale sia l’offerta che riceve al momento il cliente, dal mercato e della tua azienda.

Le domande giuste che devi porti sono tre. Cosa offre la tua azienda ai suoi clienti? Quali sono i canali attivi? Quali sono quelli che hanno migliori performance?

La customer experience è definita come la prima impressione che l’azienda lascia al cliente. Ed ha molto a che fare con aspetti emozionali, emotivi e con gli standard oggettivi del servizio.

L’esperienza è combinata da diversi fattori che riguardano anche le funzioni e i ruoli all’interno dell’azienda. Questo perché, all’interno dell’esperienza, vengono combinate persone, processi, prodotti e modalità di comunicazione.

In questo caso per poter migliorare la customer experience all’interno della tua azienda devi prendere in considerazione quattro punti principali.

Leggi:  Pizza margherita: la ricetta più famosa del mondo

 

Come migliorare la customer experience

I quattro punti principali da tenere in considerazione per migliorare la customer experience sono:

  1. La visione chiara e completa del cliente
  2. L’azienda deve avere un approccio cliente-centrico
  3. Bisogna costruire un legame emozionale con il cliente
  4. Il team aziendale deve collaborare

Grazie a questo approccio sarà possibile riuscire ad individuare delle macro aree e riflettere nel modo giusto. Questo dovrà coinvolgere necessariamente e trasversalmente competenze, responsabilità e cambi di ruolo all’interno dell’azienda.

 

La visione completa del cliente

Conoscere in modo approfondito i tuoi clienti è fondamentale. Agli occhi dell’azienda il cliente deve avere un nome, una personalità e il suo modo per rapportarsi al brand.

Per fare questo bisogna analizzare tutto quello che pensa il cliente tramite i diversi touchpoint digitali come per esempio social media, newsletter e Google analytics.

Leggi:  Librerie in Italia: la situazione del mercato editoriale dopo il lockdown

Costruire una buyer persona e pensare che abbia dei gusti , delle esperienze e degli obiettivi particolari e soggettivi.

Anche effettuare un journey map può essere una valida strategia per vedere da dove arrivano le interazioni dei vari clienti. In questo modo potrai costruire una vera e propria mappa della clientela.

 

L’approccio al cliente-centrico

Ricorda che non è il cliente che deve spostare il suo punto di vista, ma piuttosto, è l’azienda che deve osservare e abbracciare un approccio orientato solo ed esclusivamente al cliente.

Proprio per questo motivo l’ascolto è molto importante per riuscire a trovare un approccio cliente-centrico. Raccogliere tutti i dati disponibili tramite feedback, recensioni e live chat, sfrutta i canali che hai attivi.

Fai sentire sempre il cliente al sicuro e offri sempre un’esperienza di qualità e di fiducia che è un elemento imprescindibile.

 

Costruisci legami emozionali con i clienti.

Il cliente acquista quando è preso da una connessione emotiva che si stabilizza con il brand, infatti, non segue valutazioni logiche.

Leggi:  Chatbot: a cosa servono e come funzionano

Il periodo di pandemia ha dimostrato che le persone vogliono creare relazioni perché da loro sollievo e crea soddisfazione. Inoltre, il cliente; vuole sempre sentirsi all’interno di una relazione onesta ed equa che si crea tra lui e il brand.

 

L’ascolto e la condivisione del team

Il reparto marketing, quello delle vendite il customer care sono i punti di partenza principali. Questi infatti devono ascoltarsi e collaborare aiutandosi reciprocamente.

Condividere dati e informazioni che emergono da tutti i lati dell’azienda può andare verso la costruzione pratica ed effettiva della customer experience.

 

Luna Ercoli è nata a Roma il 28/03/1990 e trasferita all'estero all'età di 18 anni per mettermi alla prova. Ho viaggiato e lavorato in molti paesi come bartender fino a quando ho scoperto il copywriting grazie al quale mi mantengo da due anni.