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L’esperienza del consumatore e il marketing esperienziale

Esiste una correlazione che lega l’esperienza del consumatore al marketing esperienziale. Ma facciamo un passo alla volta, il marketing esperienziale in sostanza non vuole vendere solo un prodotto ma anche l’esperienza che ne deriva.

Il mercato, soprattutto quello online, è davvero saturo infatti avrai notato anche tu che i prodotti sono molto simili gli uni dagli altri. Inoltre il cliente è sempre meno fedele al marchio e questo porta le aziende ad attrarre nuovi clienti grazie proprio all’esperienza di consumo.

Ed ecco che il focus cambia completamente, infatti, se prima al centro dell’attenzione c’era il prodotto adesso puoi trovare in prima linea l’esperienza del consumatore.

 

L’esperienza del consumatore ha un valore aggiunto

Le aziende si stanno evolvendo e non vendono più solo ed esclusivamente un prodotto. Sono dei veri e propri fornitori di emozioni ed esperienze, il marketing esperienziale si basa proprio su questo.

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In questo tipo di marketing, come abbiamo già detto, ha molto più valore l’esperienza del consumatore rispetto al valore dell’uso dei prodotti che si vuole vendere.

Per creare un valore al giorno d’oggi non basta solo avere un prodotto di ottima qualità. Ma quello che è davvero importante è l’esperienza che riesce a vivere l’utente.

Per farla semplice e anche breve se vendi scarpe da ginnastica non dovrai solo vendere la scarpa, quindi l’oggetto. Dovrai anche vendere la cultura dello sport, dell’attività fisica e di tutto il benessere che c’è dietro.

In questo caso l’azienda diventa regista di esperienze che devono essere ricche di sensazioni e in pratica viene creata dal cliente stesso. Quindi ha anche un valore personale.

La personalizzazione dell’offerta e l’istaurazione di una relazione con un cliente sono fondamentali. L’esperienza del consumatore si forma su una base personale e dipende dai gusti e dalle esigenze.

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Il consumatore non è razionale

Al giorno d’oggi il consumatore non vuole solo acquistare un prodotto o un servizio ma è alla ricerca di un’esperienza. Infatti i suoi acquisti non sono razionali ma viene motivato solo ed esclusivamente da fattori emotivi.

L’utilità dell’acquisto ormai è passata in secondo piano perché la prima cosa che cerca è proprio l’esperienza che un’azienda gli sta vendendo. Diventa infatti un consumAttore, perché acquista il prodotto non solo perché gli serve ma anche per esserne appagato durante l’utilizzo.

Esistono quattro tipi di esperienze che un’azienda può offrire ad un consumatore e sono:

  1. Esperienza di evasione: in questo tipo di esperienza il consumatore è completamente immerso in essa e partecipa in maniera attiva come può essere per esempio il casinò.
  2. L’esperienza educativa: in questo caso l’acquirente assorbe l’evento e partecipa attivamente con il corpo o anche con la mente come possono essere i corsi di formazione.
  3. Esperienza di intrattenimento: in questo caso un consumatore assorbe passivamente l’esperienza e tutto quello che accade attraversi i sensi. Come per esempio ascoltare musica.
  4. Esperienza estetica: in questo ultimo caso l’individuo viene immerso fisicamente all’interno di un evento ma rimane passivo. Visitare una galleria d’arte o guardare un tramonto sono due esempi di esperienza estetica.
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Tutto questo è quello che riguarda l’esperienza del consumatore legata al marketing esperienziale che ad oggi non deve assolutamente mancare in nessuna azienda e in nessuna campagna pubblicitaria.

Luna Ercoli è nata a Roma il 28/03/1990 e trasferita all'estero all'età di 18 anni per mettermi alla prova. Ho viaggiato e lavorato in molti paesi come bartender fino a quando ho scoperto il copywriting grazie al quale mi mantengo da due anni.