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Investire o gratta e vinci?

Negli anni ’80 sono stato un piccolo investitore nella finanza tradizionale. Allora i derivati non esistevano e le borse non erano così complicate. Mi divertivo molto quando il mio consulente finanziario chiedeva a me che cosa fosse meglio fare… ci conoscevamo ormai da alcuni mesi e quello che gli dicevo, spesso diverso dai suoi calcoli sui dati economici, si avverava.

Bitcoin

Io applicavo un principio molto semplice: non farsi prendere dalla paura. Anzi, quando il mondo, e le borse, avevano paura, compravo. Così, la mattina in cui scoppiò la prima guerra del Golfo andai nelle sede del Fondo Professionale e ci misi su qualche decina di milioni di lire. Dopo un piccolo calo, alcuni mesi dopo raddoppiai e liquidai. Altri momenti d’oro furono quando mio fratello mi consigliò delle azioni in collocamento. Ci misi poco, avevo poca disponibilità, ma in un paio di anni l’investimento era quintuplicato.

Poi ci furono le due crisi: 2001 e 2008. Per via della prima persi circa l’80% di una parte dei miei investimenti in un fondo tedesco: ero entrato tardi in un mercato già troppo alto. Dopo la seconda, molto peggiore, ci misi vari anni per tornare in pari, stando semplicemente fermo con quello che avevo ancora nelle borse. Nel frattempo mi ero già accorto come le borse stessero diventando troppo complicate per me: non riuscivo più ad anticiparle, i mercati sembravano anticipare ancora di più, o viaggiare su notizie troppo specialistiche per me.

Così, una volta tornato in pari dal calo del 2008, mi ritirai dai mercati finanziari: la pazienza aveva comunque avuto la meglio, ero in deciso attivo se consideravo da dove ero partito negli anni ’80.

 

Quando il Bitcoin si svegliò

Alcuni anni dopo, la prima bull-run del Bitcoin risvegliò il mio interesse, memore dell’antico divertimento. Ma le crypto erano un mondo tutto nuovo e avevo ancora dentro lo scotto del 2008… così ascoltai alcuni consigli dei “soliti esperti” che parlavano di bolla che sarebbe sicuramente scoppiata, e mi spaventai. Fu così che la paura della quale non avevo sofferto molti anni prima mi fece perdere quel treno.

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Mi era rimasto l’amaro in bocca. Passa altro tempo e così, visto anche che la bolla del Bitcoin bolla non era, sono tornato a interessarmi del mondo crypto seguendo esempi di chi ci sta da più tempo. Mi ci diverto, da sempre affascinato dalla tecnologia informatica, in questo caso applicata all’antico divertimento degli investimenti. Ho rapidamente scoperto che la velocità e la semplicità operativa è incredibile, se uno si affida ad app ben fatte, come ad esempio quella del progetto Klever. La sicurezza è inoltre notevolissima se non fai cavolate plateali con il tuo pc o smartphone!

Non leggo la maggior parte degli articoli della stampa, li trovo spesso indietro rispetto a una realtà che sta crescendo esponenzialmente. Articoli figli di una finanza che da una parte teme le crypto e cerca di ostacolare il singolo (lo renderebbe troppo indipendente?), ma dall’altra ci investe: alcune grosse compagnie, ad esempio Goldman Sachs, lo hanno persino pubblicamente dichiarato.

 

I giovani e le Crypto

Così, per seguire questo nuovo mondo, preferisco i gruppi Telegram dedicati ai singoli progetti. Con piacere ci trovo persone che sanno dare opinioni e consigli davvero preziosi, gli “anziani” di questo mondo giovane e in crescita. Molto più giovani di me, alcuni bravissimi e abili come lo ero io negli antichi (è il caso di dirlo) mercati finanziari. Li ammiro perché oggi anche nelle crypto come nelle borse mondiali, non è assolutamente semplice come era ai miei tempi. Ma per chi non vuole diventare esperto ma “godere” lo stesso, secondo me vale lo stesso principio: niente paura!

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Così, in questo mondo che è il futuro e sarà, ne sono certo, la nostra vera indipendenza economica non più ricattabile dalle banche, secondo me vale sempre la stessa regola: scegliere due-tre buoni prodotti-progetti, non ancora inflazionati, e puntarci sopra nel medio periodo con un preciso obiettivo. Tenendo ben presente che qui, a differenza delle borse, si viaggia con quotazioni che in un giorno possono salire, o scendere, non del 4%, ma del 40 o più!

Niente paura… anche se ne consegue che essendo il rischio nel breve più elevato di quello delle borse, si dovrebbe puntare, se hai pochi fondi da investire, su crypto con potenzialità di rialzi da 1000% e più, perché dietro hanno dei progetti solidi. Se non fai l’errore di metterci i soldi che ti servono per mangiare e il mercato crolla, allora conviene semplicemente aspettare sulla riva del fiume che il cadavere del tuo nemico passi… come feci io dopo il 2008. La paura non dovrebbe mai prendere chi sceglie progetti che non sono solo una crypto che in quel momento va di moda.

Tuttavia, è ancora un mondo giovane, di giovani: così, a fianco di quelli che già hanno la saggezza degli anziani, ci sono moltissimi che senza aver nemmeno letto il Whitepaper di un progetto, comprano una crypto, magari anche buona, ma si comportano come se avessero preso un gratta e vinci che deve per forza vincere subito. “Ti piace vincere facile” diceva una pubblicità… Così eccoli che esultano quando sale. Ma appena scende seminano paure, dubbi e incertezze (in gergo FUD, Fear-Uncertainty-Doubt). Forse non hanno nemmeno letto il progetto, chiaramente dichiarato nei documenti ufficiali, e magari vendono, delusi e in perdita. Per poi pentirsi dopo qualche mese, soprattutto se era una crypto con qualcosa dietro che non solo una quotazione di mercato.

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Rendimenti o crypto pompate?

Leggo questi atteggiamenti in molte chat, e mi dispiace. Perché generano discredito verso progetti che sono solidi, destinati a salire, confrontandoli magari con crypto inconsistenti che in quel momento sono salite solo perché dietro c’è un qualche tweet di un qualche famoso personaggio. Queste sono le crypto pump&dump (pompa e cestina): forse adatte a chi si vuol divertire a fare trading giornaliero, con lo stesso atteggiamento di puntare pochi euro su un “Turista per sempre”. Le pump&dump, se le persone si informassero di più, non dovrebbero essere confuse con altre crypto che offrono rendimenti costanti, opportunità nella Defi (finanza decentralizzata) e molte altre possibilità di reddito, di fronte alle quali le fluttuazioni non dovrebbero spaventare. Perché prima o poi un progetto solido, oltre a renderti nel mentre, è destinato a salire di valore.

È un mondo giovane: deve maturare per raggiungere l’equilibrio che sarà l’indipendenza di coloro che si informano e ricercano, come facevo anche nella finanza tradizionale, e non rischiano a caso con l’idea che sia un mondo di “tutti ricchi subito”. Quelli accorti, come un giovane amico mio, fanno la loro vita normale e intanto con i rendimenti delle crypto si pagano già le vacanze, senza seminare FUD a caso.

 

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Ex pilota automobilistico e manager di sponsor, fotografo e giornalista di reportage, account in agenzie di comunicazione, oggi scrittore e coach formatore per la crescita personale.