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Giallo Universitario di Adam Thomson

Da qualche tempo amo recensire e parlare di libri, soprattutto di autori italiani. Di recente ho scoperto che Adam Thomson è italiano (nato a Modica) e ne ho davvero apprezzato il thriller Bambini Scomparsi. Ho trovato, invece, il famoso Delitti Vaticani, bestseller di grande successo commerciale, da oltre un anno in cima ai thriller religiosi di Amazon davanti Dan Brown, un po’ eccessivo, al limite della blasfemia, ma comunque originale. Oggi mi sono fatto incuriosire da Giallo universitario.

Adam Thomson

 

Una Cover attraente

Una cover attraente con tonalità paglierine e nere che attirano il lettore, e un argomento, quello del clientelismo italiano, di cui si parla poco, ma che pervade la nostra società in modo allarmante. Spesso mi sono chiesto come sia possibile, solo per citare un esempio, che periodicamente sui giornali appaiano titolo su scandali di concorsi truccati nelle università, da nord a sud: intere famiglie, amanti, amici e clientele in cattedre che spetterebbero ai più bravi e che invece sono gestite in un modo a dir poco delinquenziale. Inchieste, scandali… Eppure non cambia mai nulla.

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Ma possibile che in questo paese sia così difficile organizzare un concorso pubblico che non sia truccato? Per non parlare di come anche altre pubbliche amministrazioni, importanti per il funzionamento della giustizia stessa, o della sanità, siano gestite in modo sistematicamente corrotto.

Ecco, se volete leggere un libro dove l’ambientazione nostrana, degradata e violenta del clientelismo non solo non è nascosta o mitigata per motivi commerciali, ma è centrale nella trama, Giallo universitario vi piacerà. Se, invece, anche voi lavorate in ambienti poco trasparenti in cui parentele, clientele e favoritismi, perfino sessuali, hanno la meglio, allora evitatelo, perché vi sentirete umiliati nel vedere meccanismi e procedure formalmente valide, svelate nella loro natura fraudolenta e antimeritocratica. Due parole, però, voglio spenderle sul libro, perché mi sono dilungato troppo a discutere dell’ambientazione (tema che, avrete capito, mi appassiona).

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La professoressa De Ortis, vera protagonista della storia, o quantomeno principale attrice negativa di un libro tutto sommato semplice e scorrevole, affascina, disgusta e impressiona per il suo realismo. Mi chiedo, quante Maria Rosaria De Ortis ci sono nelle nostre università? Purtroppo, la risposta la sappiamo tutti, e sono tante, troppe. Il giorno che i concorsi universitari saranno trasparenti e premieranno il merito, un romanzo come Giallo universitario avrà solo una valenza storica. Oggi, ahimè, è attualità pura.

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