Elezioni USA potrebbero riformare i mercati finanziari - turboNews
Vai al contenuto
Home » Elezioni USA potrebbero riformare i mercati finanziari

Elezioni USA potrebbero riformare i mercati finanziari

0

In questi giorni, i candidati Joe Biden, vicepresidente del periodo Obama, e Donald Trump, l’attuale presidente ancora in carica, hanno i nervi tesi per la rinomata Election Night; il candidato democratico ha guadagnato parecchi consensi dal giorno della sua candidatura grazie anche alle prese di posizione contro i membri più radicali del partito della sinistra.

D’altra parte, il presidente repubblicano non sembra aver convinto allo stesso modo gli stati federali, per lo meno non da quanto si evince dai previsionali; al contrario, data la sua condotta durante la pandemia e la gestione della stessa non hanno portato a suo favore i cittadini USA.

Le banche d’investimento ed i centri di ricerca per la finanza si affrettano a decretare quali saranno le decisioni da intraprendere in caso di vincita dell’uno o l’altro candidato basandosi sulle proposte di entrambi; in questo panorama, il consensus generale ricade su 4 principali indicatori: Tasse, Infrastrutture, Regolamentazione del settore Tech ed infine un tema complicato ed altamente dibattuto, L’Energia.

Elezioni USA

 

Tasse

Dal punto di vista fiscale, entrambi i candidati avrebbero intenzione di ridurre le tasse, ad oggi al 35%, ma una riduzione significativamente diversa.

Leggi:  Bali riapre al turismo, ma non a 360 gradi

Il candidato repubblicano promette una riduzione del livello della tassazione fino al 21% dando così una spinta non indifferente all’imprenditoria e, più, in generale al lato aziende permettendo di aumentare i profitti e quindi di generare una maggiore crescita sin dal breve periodo.

Il democratico Biden, dal canto suo, chiede una riduzione più modesta al livello del 28%, comunque ingente rispetto al punto di partenza, ma piuttosto distante dalle promesse dell’attuale presidente; da questo punto di vista, le tasse rispecchiano “la più diretta conseguenza di una spazzata democratica” per i profitti delle aziende S&P 500, come dichiarano gli analisti di Goldman Sachs.

In quest’ottica, come dichiara la Wall Street Bank, la politica di Biden avrebbe un impatto significativo pari ad una riduzione dei profitti del 9% sul ticker S&P 500 rispetto alla riduzione promessa dal repubblicano, ovviamente solo se si considerano constanti tutti gli altri indicatori di crescita.

 

Infrastrutture

Le promesse di Biden riguardano le infrastrutture sono le più interessanti e, citando le parole del capo del settore ricerca alla Boston Partners, Michael Mullaney, la spesa pubblica per le infrastrutture di Biden provvederebbe ad una spinta miracolosa per l’economia la quale porterebbe ad un beneficio talmente grande da abbattere qualsiasi proposta del presidente Trump.

Leggi:  DDL Zan: tutto da rifare

Infatti, il candidato repubblicano, finanzierebbe la spesa pubblica alle infrastrutture proprio con i proventi di quel 7% in più sul tax rate permettendo così una spinta all’economia americana davvero significativa ed inoltre bilancerebbe lo scompenso alle imprese dovuto alle tasse, a detta di David Kostin, analista di Goldman Sachs.

 

Regolamentazione del settore Tech

Le compagnie tech stanno dominando il mercato azionario tanto che le big 5 (Apple, Google, Alphabet, Facebook e Microsoft) contano per più di un quinto di tutto l’indice S&P 500.

Citando quindi le parole di Lee Spelman, Capo del settore US Equity alle JP Morgan Asset Management, “Quando le aziende cominciano a dominare, le persone cominciano ad avere paura del loro potere”; proprio per questo, in entrambi i casi di vincita, le compagnie devono farsi trovare pronte ad una ventata a favore dei democratici.

Leggi:  Coronavirus Italia: rallentano i contagi, ma è ancora emergenza

Infatti, molti investitori hanno tenuto d’occhio movimenti quali regolamentazioni e/o divisioni di gruppi ingenti (così da non andare contro la legge Anti-Trust); soprattutto nel caso di vittoria di Biden, le big-tech potrebbero avere un brusco risveglio al mattino delle elezioni, secondo quanto riportato da Société Générale.

 

Energia

Questo il punto più dibattuto di tutta la campagna presidenziale; i candidati hanno due punti di vista completamente differenti e, dato ciò, anche le conseguenze per i mercati finanziari sono radicalmente diverse.

Il candidato repubblicano ha già dimostrato il suo appoggio per le compagnie petrolifere come ExxonMobil, promettendo loro la possibilità di trivellare nei territori ed acque federali e dichiarando incentivi per il settore energetico.

D’altra parte, il democratico non manca di inneggiare al progresso e alla riduzione dell’inquinamento puntando su una politica green di incentivi al settore della sostenibilità dichiarando una spesa pubblica per circa 2 triliardi di dollari in 4 anni per ridurre le emissioni di carbonio ed elettrificare il settore dei trasporti.

Studente magistrale di Corporate Finance alla Luiss Guido Carli di Roma e appassionato di e-finance