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1 ottobre, giornata mondiale dei vegetariani

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C’è stato un periodo in cui si pensava che essere vegetariani fosse più una moda che una scelta di vita. Ma i dati statistici degli ultimi tempi, tendono a smentire questa notizia.

Infatti, un recente studio condotto in Inghilterra afferma che molti bambini almeno 1 su 10 smette di mangiare carne perché prova una forte empatia verso il mondo animale.

Tornando a noi però vogliamo fare una piccola introduzione; il primo ottobre 2021 è stato infatti il World Vegetarian Day.

La prima giornata mondiale dei vegetariani è stata nel 1977 su suggerimento della North American Vegetarian Society e poi approvata dall’International Vegetarian Union nel 1978.

Tutti i benefici che questa dieta apporterebbe all’organismo sono studiati ormai da tempo, infatti, fa bene alla salute, preserva gli animali e inoltre aiuta la Terra.

Ma c’è una cosa che in pochi si sono realmente chiesti: cosa accadrebbe se tutti gli esseri umani adottassero una dieta vegetariana?

 

Il cambio repentino di alimentazione

Dire subito no alla carne può rivelarsi una vera e propria catastrofe per l’organismo e non solo, ci sono infatti diversi fattori da considerare.

Ogni giorno vengono prodotti 350 milioni di tonnellate di carne, quindi la fetta di carne che oggi decidiamo di non mangiare è già all’interno della filiera produttiva. Se tutti diventassimo vegetariani questa carne rimarrebbe invenduta e non si troverebbe nell’immediato subito un valido sostituto vegetale.

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Inoltre, le aziende e i privati del settore andrebbero verso il fallimento, facendo crollare le economie di numerose popolazioni che vivono di pesca e allevamento.

Questo comporterebbe inevitabilmente un aumento del bracconaggio, mercati illegali della carne, caccia e pesca clandestine, imponenti migrazioni e molto probabilmente anche molte guerre. Senza contare dei problemi di carattere sociale, biologico e psicologico.

In poche parole lo scenario sarebbe disastroso. Quello che invece è consigliato è di diventare vegetariani un passo alla volta. Nonostante questo però non tutti gli individui possono adottare una dieta cento per cento vegetale.

Alcune persone potrebbero non riuscire ad assimilare fibre vegetali, altre invece potrebbero non riuscire a sostenere un’alimentazione verde completa a causa dell’habitat e della sussistenza.

Molti popoli come per esempio gli inuit, beduini, berberi e mongoli, infatti, vivendo in zone aride o prevalentemente ghiacciate e non hanno un accesso diretto alle risorse vegetali. Di conseguenza vivrebbero solo grazie alle importazioni.

Qualche tempo fa si è provato a riconvertire un territorio all’agricoltura, parliamo della striscia del Sahel, una zona di circa 3 milioni di km quadrati tra il deserto del Sahara e l’equatore, senza però alcun successo, anzi questo ha causato molti danni alla pastorizia locale.

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Al di la di questi eccessi però tutto il resto degli abitanti della terra potrebbero diventare vegetariani, con molti effetti positivi sulla Terra, sulla natura e sulla salute.

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Quindi i vegetariani salverebbero il mondo?

Sicuramente il primo impatto sul cambio di alimentazione si noterebbe sulle tradizioni culturali di molte popolazioni. In quanto la carne è legata all’identità di molti popoli, come per esempio il cotechino, il prosciutto, la nduja o la salsiccia piccante calabrese.

Per quanto l’alimentazione dei vegetariani possa essere di aiuto al nostro organismo non possiamo dimenticare che comunque la carne fa parte di numerose festività religiose o riti di passaggio.

Molte popolazioni nomadi come berberi e mongoli hanno una vita sedentaria basata sull’agricoltura e non sull’allevamento o la caccia. Questo porterebbe anche alla perdita della loro identità.

Nonostante questo, dal punto di vista della salute ci guadagneremmo tutti, perché ci sarebbe una netta diminuzione delle morti di cancro o di malattie cardiovascolari causate dall’eccessivo consumo di carne rossa.

In totale si potrebbero salvare una media tra i 5 e 8 milioni di persone ogni anno, con un risparmio del 3% del prodotto interno lordo globale in termini di minori spese sanitarie.

La dieta dei vegetariani, inoltre, risulta molto equilibrata e biologicamente parlando è adatta a tutti e apporta un impatto rilevante alla flora intestinale. Ma aiuta anche la sensazione di fame e sazietà.

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La dieta dei vegetariani è molto equilibrata

Il fabbisogno giornaliero di proteine è di 0,9 grammi per ogni kg di peso corporeo e si può tranquillamente assumere tramite pasta, legumi, lette, uova e yogurt.

La cosa importante da sapere è che molte proteine vegetali possono combinarsi facilmente tra loro garantendo, inoltre, il giusto apporto di amminoacidi. Ed è per questo che nella dieta dei vegetariani non si incontrano particolari carenze rilevanti di nutrienti.

L’unico deficit che si potrebbe incontrare in questa dieta è l’apporto di omega-3 che può essere facilmente risolto con l’apporto di alghe nell’alimentazione.

In conclusione possiamo dire che la dieta dei vegetariani è davvero qualcosa che dovremmo prendere tutti in considerazione, per tutti i motivi che abbiamo spiegato fino ad ora.

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Veronica Mazzucco è nata a Roma il 12/10/1990. Da sempre appassionata alla lettura e alla scrittura di cui ne ha fatto un vero e proprio lavoro. Nomade digitale dal 2020 in giro per il mondo.